Lo sguardo dell'Arte

 "LO SGUARDO DELL'ARTE"


A

JULIE MEHRETU, "STADIA II"

Julie Mehretu, Stadia II , 2004, inchiostro e acrilico su tela, 108 x 144″ (Carnegie Museum of Art, Pittsburgh)


 

Stadia III appartiene a una serie di tre dipinti di Stadia, concepita sulla scia dell’invasione dell’Iraq nel 2003 guidata dagli stati uniti, l’artista Julie Mehretu affronta temi contemporanei di potere, colonialismo e globalismo con un chiaro tocco drammatico, avendo come obbiettivo sensibilizzare lo spettatore che in molti casi pensa siano lontani ma in realtà non lo sono poi così tanto in quanto anche indirettamente vi è un legame.

L’opera, inizia con la proiezione di mappe e diagrammi sulla superficie bianca, da qui l’artista crea tracce e segni che crescono e rappresentano individui, personaggi, comunità.

Il primo strato è rivestito con una miscela di acrilico e silice che sigilla il disegno sotto un fondo trasparente, dopo l’essicazione si crea una superficie sulla quale si continua il processo rappresentativo attraverso altre figure e fotografie, e uno dei temi viene affrontato proprio attraverso il processo creativo dell’opera che sta a richiamare un concetto di temporalità la quale funge da metafora della storia che possiede al suo interno la memoria e i lasciti delle epoche culturali passate che tutt’ora influenzano la vita contemporanea; Difatti, Julie Mehretu descrive il suo prodotto finale come contenente una "geologia stratificata e tettonica (...) con i personaggi stessi sepolti, come se fossero fossili".

La realtà proposta all’interno di quest’opera è una realtà mossa indubbiamente da un dinamismo caotico e caratterizzata da un astrazione al servizio della rivoluzione e della politica utopica nel corso della storia dell’arte modernista che rappresenta diversi scenari come quelli politici, sportivi e culturali, che all’interno di essi e tra essi stessi si creano dei legami, delle connessioni ma al contempo degli scontri esistendo inevitabilmente all’interno della stessa realtà. L’opera a mio parere è in grado sensibilizzare lo spettatore, attraverso uno scenario astratto, a realtà, tematiche e vissuti apparentemente distanti che in realtà sono inaspettatamente concreti e vicini.



Rielaborazione tramite Midjjourney, programma di intelligenza artificiale per la produzione di immagini  

La parole chiave che mi sento di affiancare a quest'opera sono STRATIFICAZIONE, QUOTIDIANITA', MARGINALITA',  DINAMISMO e POLITICA.


B

MARIA LAI,"TELA CUCITA,1975"

 Maria Lai, Tela cucita, 1975, stoffa, filo e pittura acrilica, 117x72 cm, MAN, Museo d'Arte della Provincia di Nuoro, Nuoro.

Maria Lai, artista italiana nata a Ulassai in Sardegna, la sua arte contribuisce in modo significativo in quanto con i suoi lavori ha dato dignità alla tradizione artigianale e delle tecniche lavorative sarde che sono diventate fulcro della sua ricerca espressiva ma con la peculiarità di instaurare un dialogo con le contemporanee ricerche dell’arte contemporanea.

La “Tela cucita” è un’opera che a mio parere contiene al suo interno il significato globale della ricerca artistica di Maria Lai e un notevole spunto per una visione di insieme e di collegamento fra le parti in Architettura grazie alla sua natura di collegamento di tessitura che mi ricorda la separazione della periferia dal centro urbano; Tutto ciò mi consiglia una modalità di intervento attraverso un’operazione di tessitura urbana che potrebbe riequilibrare la netta differenza nel sistema urbano.

L’opera è divisa in tre fasce ascendenti, ben distinte inizialmente, le quali rappresentano una dimensione globale, una locale strettamente legata ai saperi della tradizione e quella universale, l’artista con un uso sapiente delle materie tessili sceglie di intervenire sulla tela dividendola appunto in tre aree di dimensioni e materie differenti; Partendo dal basso viene usato un tessuto damascato chiaro successivamente nella fascia centrale che si restringe in modo significativo viene usata una stoffa di lana tessuta a telaio e decorata con il tradizionale motivo sardo della pavoncella, simbolo di fertilità e trasformazione, qui si percepisce la presenza fondamentale all’interno della sua arte del legame con le origini e le tradizioni della terra natia, infine vi è l’ultima fascia in parte dipinta con colore acrilico blu scuro che conferisce alla composizione profondità ed equilibrio.

Vi è un legame tra le parti attraverso un sistema sovrapposto di fili di lana che stanno a legare mondi diversi, i fili convergono al centro in una stoffa bicroma al centro della tela nella parte del tessuto damascato, così facendo si rompono i consueti schemi assiali grazie a percorsi che tagliano i mondi creando un collegamento e creando così dei percorsi obliqui, liberi.

La parole chiave che mi sento di affiancare a quest'opera sono MATERICITA', QUOTIDIANITA', ASSEMBLAGGIO, NARRAZIONE e MATRICE.

C

ROSA BARBA, "FREE POST MERSEY TUNNEL, 2010"

Rosa Barba, Free Post Mersey Tunnel , 2010, pipe, sound. Veduta della mostra: What a Wonderful World, MAXXI Roma, 2022.

L’opera di Rosa Barba cerca di instaurare un rapporto sia con lo spettatore che con lo spazio espositivo e l’architettura che lo ospita e riportare in superficie la struttura nascosta della città restituendo al visitatore una sua alternativa forma, l’energia sotterranea di un paesaggio antropizzato.

Il modo in cui comunica l’opera è molto interessante, sia dal punto di vista spaziale che concettuale, la ricerca iniziale di un rapporto con lo spettatore si realizza mediante una riproduzione di una traccia audio, registrata in corrispondenza del tunnel sotto il fiume Mersey a Liverpool, riprodotta all’interno dell’installazione. Ciò genera un’atmosfera di coinvolgimento multi sensoriale con l’installazione.

Stimolando il senso dell’udito oltre che il senso della vista si viene mentalmente trasportati in un contesto differente rimanendo fisicamente nello stesso punto.

In conclusione la scelta di quest’opera è dettata dalla sua capacità di creare un collegamento astratto seppur tangibile tra luoghi e realtà differenti.



La parole chiave che mi sento di affiancare a quest'opera sono QUOTIDIANITA', MARGINALITA', NARRAZIONE e COLLEGAMENTO che in realtà trovo significativa anche per le opere sopra trattare.


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